Le parole sono pietre. Anche quelle del giudice Caselli.

Nella registrazione della trasmissione “in onda” di Telese e Porro di sabato 24 marzo, reperibile sul sito di La7 al link http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50257857, mentre parlava dei notav, a minuti 29:35, il giudice Giancarlo Caselli ha detto testualmente: “Il movimento notav può avere tutte le ragioni di questo mondo, non lo so, se anche le avesse, però, se succedono fatti di reato… ”.
Da una persona “super partes” c’era da attendersi una frase da cui non avrebbe dovuto trasparire una qualsiasi sua convinzione personale. Ad esempio qualcosa come “… indipendentemente dal fatto che abbiano ragione o meno”.
Invece ha detto “se anche le avesse”, che fa capire come secondo lui sia piuttosto remota la possibilità che i no-tav abbiano ragione.
E’ il caso di far notare che un conto è esaminare le azioni di persone che “…potrebbero tanto aver ragione quanto aver torto” e un conto è esaminare le azioni di persone che “…molto probabilmente hanno torto”.
Se fosse la stessa cosa non si parlerebbe mai, ad esempio, di legittima difesa.

In quella trasmissione Caselli è in grosse difficoltà sulla Val di Susa.

Cade nel ridicolo quando accomuna i no-tav a Berlusconi dicendo: “Il rifiuto delle regole, il rifiuto sostanzialmente della democrazia, il rifiuto della sottoposizione di sé a processo, la ricerca, gira e rigira, dell’impunità, è esattamente un’altra forma “sui generis”, molto “sui generis”, ma ancora una forma di assalto alla giustizia” (dal minuto 34).

Si lamenta di essere (dal minuto 35)“…definito mafioso sui muri di Torino perché la Procura di Torino applica la legge in Val di Susa”, mentre in Val di Susa viene accusato di “non” applicare la legge lasciando tranquilli i mafiosi che operano sul posto.

Con qualche difficoltà (dal minuto 38) evita di accusare di brigatismo milioni di persone rispondendo ad una provocazione di Porro. Subito dopo fa capire chiaramente da che parte sta sulla Tav quando, non prendendo minimamente in considerazione l’idea che l’opera alla fine non si faccia, si augura generose compensazioni economiche per la Val di Susa. Testualmente: “Il movimento no-tav può avere tutte le ragioni di questo mondo, ed io ho anche detto pubblicamente, e qui ripeto, che mi auguro che si ristabilisca un clima di confronto, di rispetto reciproco, e se all’esito di questo confronto qualcosa fosse tolto alla valle, che alla valle sia restituito altrettanto, se non di più…”.

Perché dice “se non di più”? Perché un giudice auspica un risarcimento superiore al dovuto? Non avrà mica qualcosa da farsi perdonare?

A far sorgere interrogativi sulla sua obiettività e sulla sua tendenza a criminalizzare il movimento notav basta un’attenta lettura delle sue parole.

Tino Balduzzi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...