Come l’appiattimento sulla Tav può danneggiare un candidato.

Con la nascita del governo Monti sono aumentati i tagli, le tasse ed i suicidi. Ma c’è anche stata un’inattesa l’accelerazione verso la realizzazione del Terzo Valico ferroviario tra Genova e Tortona, costosissima per i contribuenti, dannosa per l’ambiente e la salute, inutile per il traffico delle merci, l’occupazione e la crescita.

Immediate le reazioni contrarie e tra esse www.noterzovalico.wordpress.com a documentarne i danni e l’inutilità. Il blog ha pubblicato un articolo, trasmesso informalmente anche al Ministro della Salute ed al Prefetto, sul possibile smaltimento di rifiuti pericolosi assieme al materiale risultante dallo scavo del tunnel, già di suo inquinato da amianto naturale ed addensanti artificiali. Inoltre, constatato che in base alle delibere approvate ben 4 dei possibili siti di stoccaggio di tale materiale sono nel comune di Alessandria, nel blog sono state poste alcune domande a tutti i candidati sindaco senza peraltro nominarne alcuno.

Alcuni degli articoli apparsi sul blog sono stati ripresi dal giornale online www.alessandriaoggi.it che ha tirato in ballo, in quanto Vice Presidente della Provincia di Alessandria, il candidato Rita Rossa che, a sua volta, ha risposto con il comunicato stampa “La verità sullo smarino del Terzo Valico” riportato anche sul suo sito.

Quel comunicato, però, non le fa un buon servizio, ed in certi punti le rema contro. Rita Rossa ha confermato che esso proviene dagli uffici della Provincia, ed è lecito pensare che, se non fosse stata oberata dagli impegni elettorali, lei non avrebbe scritto esattamente le stesse cose.

Vi è scritto che “Non si tratta, ovviamente, di materia elettorale”. Ma decine (o più probabilmente centinaia) di migliaia di camion scaricati in Alessandria lo sono (se mai è vero che i programmi elettorali non hanno affrontato il problema perché quasi nessuno lo conosceva).

Vengono definite “accuse” i riferimenti alla mancanza di norme e precauzioni sullo smaltimento, nell’occasione, di altri rifiuti. Ma più che lei riguardano tutti coloro che si sono espressi in merito a vari livelli, dai Comuni fino al Governo, e nell’articolo originale (consegnato anche al Ministro della Salute e al Prefetto) nessun nome è citato.

Vengono definiti “rifiuti non pericolosi” gli addensanti chimici usati nello scavo che la Regione chiede, a pagina 17 della delibera 22-1811/2005, di non mettere dove c’è una falda acquifera.

Viene sottolineato il fatto che sul piano di smaltimento dello smarino “il parere definitivo deve ancora essere rilasciato” come se l’elenco dei siti di stoccaggio incluso nel progetto approvato nel 2005 a livello comunale, provinciale, regionale e poi governativo fosse stato redatto per ingannare il tempo. Come se tenere conto di ciò che è stato scritto negli atti fosse allarmismo. In realtà quel piano è direttamente connesso al parere favorevole degli enti interessati. Difficilmente quegli enti avrebbero ugualmente acconsentito se si fosse proposto, ad esempio, di stoccare tutto ad Alessandria in Piazza della Libertà, in un parallelepipedo occupante tutta la piazza ed alto almeno 1000 metri! Le affermazioni che provengono dagli uffici della Provincia in sostanza vogliono dice che quella montagna di smarino finirà tra i piedi di qualcuno, ma che nessuno è autorizzato a protestare perché non è ancora deciso a chi toccherà. Una cortina fumogena, in pista da qualche mese, stretta parente con quella che permette di nascondere le ragioni contro il Terzo Valico, che comunque non può nascondere che i 4 siti citati in quell’articolo (due a Spinetta Marengo e due al Cristo) sono citati in quelle delibere di approvazione.

Viene anche citata la grande cava Montemerla di Tortona, che potrebbe contenere centinaia di migliaia di camion di smarino, come se fosse comoda alle autostrade e lontana dall’acqua, mentre è a meno di un chilometro dal grande centro commerciale Oasi (che non è molto vicino alle autostrade), e a 300 metri dal torrente Grue, che ogni tanto esonda e di cui fa da cassa di espansione.

Infine il comunicato stampa considera scontata la realizzazione del Terzo Valico quando lo definisce “un opera che sicuramente andrà ad incidere profondamente sul territorio per i prossimi dieci anni”.

Quest’ultima frase sembra proprio scritta da chi dovrebbe realizzare l’opera, e stona con quanto da espresso da Rita Rossa, prima della nascita del Governo Monti, durante le primarie. Una posizione, la sua, piuttosto “tiepida” sulla realizzazione del Terzo Valico, tanto da ottenere, su un programma condivisibile, l’appoggio di liste contrarie alla realizzazione dell’opera (come Sel e Federazione della Sinistra), in un quadro che vede progressivamente aumentare tale contrarietà anche nel suo partito.

Ma quel comunicato contiene anche una cosa positiva: il chiaro riconoscimento dell’insufficienza dei test effettuati sulla valutazione dell’amianto e la volontà di porvi rimedio. Una cosa che però, è il caso di aggiungere, andrà effettuata da terze parti.

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