A Spinetta Marengo mancava solo l’amianto

Di Terzo Valico e di amianto si parlerà mercoledì 28 novembre 2012 ore 21 a Spinetta Marengo in via Gozzo 3, al Centro Civico Fraschetta (vicino alla sede dei Vigili).

Si parlerà di un milione e 800mila metri cubi di terra e roccia da scavo provenienti dal Terzo Valico che, su un totale di oltre 10 milioni, verrebbero stoccati a Spinetta Marengo in fondo a via Levata, in tre cave poste oltre la ferrovia, anche in falda perché la cava Cascina Bolla è di fatto un lago.

Per avere un’idea della quantità si pensi che il trasporto comporta circa 200mila viaggi.

Il pericolo è notevole perché nelle montagne dove viene scavato il tunnel ci sono fibre di amianto che quei camion porterebbero a spasso per la provincia.

Un altro pericolo proviene dagli additivi e altri materiali inquinanti usati per scavare.

Un ulteriore pericolo deriva dal fatto che centinaia di migliaia di camion che entrano nelle cave giorno e notte, a tutte le ore perché lo scavo non viene mai interrotto, sono un’occasione d’oro per chi ha dei rifiuti pericolosi da smaltire illegalmente.

 

Questo perché basta scaricare i rifiuti poco prima dell’arrivo di uno di quei camion per vederli ricoprire prontamente con tonnellate di terre da scavo. Oppure, anche senza la complicità di chi gestisce la cava, intervenendo durante il viaggio aggiungendo i rifiuti a quanto già caricato sul camion.

E non si tratta di remote eventualità perché lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi è estremamente redditizio e la presenza della criminalità organizzata nel movimento terra è ampiamente verificata nei tribunali.

I comuni interessati non hanno assolutamente le risorse per evitare che ciò accada ed il fatto che nei documenti con i quali la politica ha approvato tutto ciò non vi sia alcun accenno a tale eventualità, per nulla remota, preoccupa.

E a preoccupare ancora di più è il fatto che più si indaga sulle ragioni portate a giustificazione dell’opera più esse appaiono, nonostante il grande sostegno mediatico a favore, sempre meno consistenti.

Per questo nel corso dell’incontro verrà anche spiegato perché va fermato il Terzo Valico.

Che è inutile. Perché già ora vi sono 3 linee che da Genova salgono verso nord, ampiamente sottoutilizzate, dove transitano solo una piccola percentuale dei treni merci che vi potrebbero passare. Perché in vent’anni le previsioni fatte si sono sempre dimostrate completamente campate in aria. Perché il percorso minimo per rendere economico l’uso del treno anziché quello del camion nel trasporto merci è 400 km, mentre la grande maggioranza dei container che transitano dal porto di Genova percorrono su terra meno di 200 km.

Che devasta l’ambiente, non solo per l’amianto e altri inquinanti ma anche per la distruzione di sorgenti.

Che è costoso. Perché, essendo il progetto incompleto, la spesa prevista di 6,2 miliardi potrebbe lievitare enormemente, anche perché si tratta di lavori assegnati senza gara.

Che sottrae risorse vitali. Perché per realizzarlo si tagliano pensioni, assistenza a malati e anziani, posti letto negli ospedali, treni per i pendolari, investimenti per la sicurezza idrogeologica e antisismica, fondi per terremotati e alluvionati, cattedre, ricerca, fondi agli enti locali e tanti, troppi posti di lavoro.

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